Il modernismo brasiliano di Tarsila do Amaral: colore, cultura e arte

Sin dall’inizio, Havaianas ha voluto diffondere in tutto il mondo lo spirito autentico del Brasile. Ci siamo immersi nelle tradizioni, nella natura, nei paesaggi e nell’identità delle persone locali, ma anche nella sua arte: uno dei modi più incredibili di scoprire la cultura di un Paese.

Ancora una volta, ci affidiamo a un’artista, Tarsila do Amaral, per mettere in mostra il tanto conosciuto spirito brasiliano. Abbiamo presentato alcuni dei suoi lavori più emblematici nelle collezioni del 2012 e del 2014, ma quest’anno abbiamo guardato al suo talento artistico per realizzare tre modelli assolutamente innovativi.

L’artista ritrae una delle caratteristiche più sottovalutate del Brasile: l’elemento primitivo e naturista. Infatti, Tarsila do Amaral, nel ruolo centrale che riveste come artista latino-americana, ha la capacità di trasmettere un senso di bellezza nell’utilizzo dei colori e delle forme ricurve, di cui si avvale per raccontare le tradizioni, le leggende e il paesaggio affascinante di questo Paese: tutto ciò attraverso il suo stile unico, influenzato dalle tendenze cubiste del suo maestro, l’artista francese Fernand Léger.

Il modernismo brasiliano di Tarsila do Amaral: colore, cultura e arte

Considerata “l’artista brasiliana che meglio ha concretizzato l’aspirazione del Brasile all’espressione di uno stile modernista nazionale”, Tarsila do Amaral nacque a Capivari nel 1886. A 16 anni, si trasferì con la sua famiglia a Barcellona (in Spagna), dove dipinse la sua prima opera d’arte. Soltanto due anni dopo, Tarsila rientrò in Brasile e, in seguito al divorzio da André Teixeira Pinto, cominciò a lavorare nello studio dello scultore William Zadig, nel 1916. Per quattro anni, studiò disegno e pittura con Pedro Alexandrino Borges e Georges Fischer Elpons.

La sua carriera da artista iniziò proprio in quel momento: nel 1920, si stabilì a Parigi e conobbe Émile Renard alla Académie Julien, e poi quello che sarebbe diventato il suo principale maestro e mentore, Fernand Léger, con cui completò il processo da lei stessa definito come “servizio militare nel cubismo”.

Il modernismo brasiliano di Tarsila do Amaral: colore, cultura e arte

Nel 1922, prese parte al Salon de la Société des Artistes Français. Sempre a Parigi, tenne la sua prima mostra personale alla galleria Percier, nel 1926. In quel periodo, uno dei suoi lavori più famosi, Abaporu – in lingua tupi-guaranì significa “uomo che mangia uomo”– ispirò il movimento artistico Antropofagia (cannibalismo). Un altro dei suoi celebri dipinti, risalente allo stesso periodo, è A Cuca, che racconta una leggenda brasiliana attraverso lo stile naïf tipico di Tarsila: la Cuca è un cannibale travestito da donna che rapisce i bambini disubbidienti. Questa opera divenne famosa nel Paese dell’artista nel 1921 con il libro per bambini di Monteiro Lobato, O Saci.

Intorno al 1930, cominciò a realizzare opere su tematiche di carattere maggiormente sociale, ad esempio Conheça Operários (Incontra gli operai) o Procissão (Processione).

Il modernismo brasiliano di Tarsila do Amaral: colore, cultura e arte

“Vorrei essere la pittrice del mio Paese”, scrisse Tarsila do Amaral nel 1923. E molto probabilmente riuscì a raggiungere l’obiettivo: fu la prima artista latino-americana a inaugurare una mostra con i suoi lavori al MomA, un museo che tuttora la celebra come l’artista che ha “dato vita all’arte moderna in Brasile”.

Non c’è da sorprendersi: nei suoi lavori si rileva una nuova forma di bellezza, dipinta attraverso il suo stile caratteristico, ricco di sensualità, paesaggi affascinanti, scene di vita quotidiana ed esseri generati dalla mente appassionata dell’artista. Il suo è uno spirito che vogliamo assolutamente condividere con tutti i nostri fan proponendo alcuni modelli davvero esclusivi.

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